E' vero, l’obiettivo dichiarato a pochi “intimi” era quello di scendere sotto le 3h15’, ma il risultato finale ottenuto non lo getto assolutamente alle ortiche, soprattutto in virtù del fatto che, fino agli inizi di settembre, ero allenato esclusivamente per gareggiare nelle competizioni da km 10 o poco più.
La stagione 2013 infatti era stata programmata per battere il PB sulla distanza dei km 10, risultato raggiunto con soddisfazione personale a Giugno u.s., dopo aver svolto allenamenti mirati anche su pista per aumentare la velocità di base.
Per Venezia in due mesi avevo percorso solo “km 500”, realisticamente un po’ pochini per preparare al meglio una km 42,194.
Al di là però delle velleità personali resta il fatto che ho avuto il piacere e l’onore di gareggiare in una Maratona veramente unica al Mondo e, ad esclusione del tratto Ponte della Libertà – Venezia, di percorrere numerose strade a me già note e famigliari, in quanto location di allenamenti quotidiani e di precedenti e più brevi competizioni.
Tante le emozioni vissute, come capita a noi tutti quando ci cimentiamo nella regina delle distanze, ricordi che rimarranno indelebili nel cuore e nella mente… Permettetemi però, sperando di non annoiarvi troppo, di raccontarvene almeno uno:
mi trovo al ristoro del km 35, nel bel mezzo del Ponte della Libertà, privo di energie forse per non aver portato erroneamente a seguito nessun integratore! Mi fermo necessariamente per qualche secondo, ingerisco mezza banana, dimenticando però per la scarsa lucidità di accompagnare la frutta con un sorso d’acqua… In quel mentre mi si affianca un altro corridore, aveva una bottiglietta in mano; tra me e me penso “”” …deve avermelo mandato la Provvidenza…”””! Proseguo a fatica tenendo il suo passo e gli chiedo ovviamente di passarmi l’acqua per berne almeno un sorso ma, con immenso stupore, il mio compagno di sofferenza si sbarazza in un lampo della bottiglietta!!! Accorgendosi di non aver capito cosa gli avessi chiesto mi dice di non essere italiano; allora io, col mio inglese turistico, gli rispondo che avevo un gran bisogno di dissetarmi… Ad un certo punto avviene l’incredibile: il podista belga sparisce e riappare miracolosamente pochi secondi dopo con una bottiglietta d’acqua nuova di zecca, mi guarda e con un sorriso me la passa! Ebbene sì, era tornato indietro al ristoro per prendermene una!!! Dopo aver bevuto mi sento ovviamente rinfrancato e addirittura riesco perfino a ricordarmi un po’ di Francese, materia dove me la cavavo egregiamente ai tempi delle superiori! Lo ringrazio infinitamente per un gesto che oserei definire più che nobile raro, straordinariamente altruistico ed irripetibile… Purtroppo dopo qualche decina di metri il maratoneta belga, oppresso come noi tutti dall’umidità e dagli interminabili metri del ponte, cede di schianto e mi fa segno di proseguire tranquillamente e di non preoccuparsi di lui! Cerco a più riprese di incitarlo, esortandolo a proseguire, è il minimo che possa fare, ma lui con una serenità olimpica ed una pacatezza invidiabile mi dice di non curarsi del suo incedere faticoso incitandomi a sua volta, sempre col medesimo sorriso, a proseguire col mio passo rinvigorito!
Per il sottoscritto il suo gesto spontaneo ed incondizionato rimarrà scolpito nel tempo perché rappresenterà per sempre l’essenza dello sport puro; in futuro nessun eventuale record personale potrà mai riuscire a pareggiare l’emozione provata in quegli attimi…!!!
(Dewit Christophe - Belgio)
Thank you very much Christophe!!!
Thank you very much Christophe!!!
In conclusione ringrazio pubblicamente le numerosissime persone che mi hanno costantemente sostenuto, in particolare il fraterno amico Ciro Borgomastro ed i fantastici compagni del gruppo whatsapp "Manfredoniaonline"!
Pierfrancesco



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